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I set realizzati da Bricklink sono finalmente arrivati. Vediamone uno di ambientazione italiana

Quando è stata pubblicata la lista dei progetti candidati a partecipare al crowdfunding sulla piattaforma Bricklink, per molti le Venetian Houses hanno rappresentato il set più desiderato fin da subito.

Il Bricklink Designer Program 2021(in seguito BDP) é stato un progetto dove una trentina di proposte scartate dalla selezione Lego Ideas hanno avuto la possibilità di venir finanziate dai futuri acquirenti che, con la loro promessa di acquisto, decidevano quali set sarebbero stati poi messi in produzione in numero limitato (10000): nei tre round da una decina di set candidati ognuno, solo i primi cinque a raggiungere quota 3000 prenotazioni.
La Case Veneziane, senza molta sorpresa, raggiunsero questa soglia in poche decine di minuti.
Da italiano, l'idea di avere un set dedicato a una delle nostre città era già motivo d'orgoglio, ma da appassionato di edifici modulari, questa sarebbe stata sicuramente una aggiunta più che è esclusiva alla collezione.

L'attesa è stata lunga, 9 mesi dopo l'acquisto ecco arrivare (in pieno Agosto, molti hanno letteralmente sudato per recuperarla!) una scatola delle dimensioni significative, bianca e con l'immagine dei due edifici piazzati su ben 2 baseplates 32 x 32 studs.

La mancanza di istruzioni cartacee, seppur non sia un dramma perché tutto sommato anche scaricandosi il semplice PDF si riesce agevolmente a scorrerle, zoommare, e non c'è neanche il fastidio di girare continuamente le pagine, ti dà comunque una sensazione strana perché senti che in quel box è come se mancasse qualcosa, ti chiedi se, nel caso volessi aprirlo dopo 10 anni, le istruzioni saranno ancora facilmente disponibili.

Il contenuto a tutti gli effetti è come un normale set LEGO con i sacchetti numerati e una scatola interna per limitarne il movimento e per ottimizzare l'imballo.
A differenza di un altro set BDP che ho avuto il piacere di montare (il castello nella foresta) qui le extra parts sono coerenti, non vengono inclusi pezzi che non servono assolutamente a nulla, quindi sembra che la produzione sia stata finalmente messa a punto.

In questo set non ci sono mattoncini stampati dedicati, per questa serie di set sarebbero stati previsti comunque gli adesivi ma, in questo caso, hanno scelto di non metterne neanche uno. Probabilmente non ve n'era l'estrema necessità. Devo dire che, anche se alcuni microbuild sembrano un po' basic (ad esempio il leggìo), tutto sommato non si sente una grossa mancanza anzi, ha quel sapore dei primi modulari.

Layout

Il set si sviluppa su due baseplates, ognuna ha un edificio, un marciapiede e una parte di canale, per un totale di 3460 pezzi.

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La prima baseplate comprende un ponte e un piccolo pontile di legno dove pescare o attraccare la gondola.
L'edificio é il piu piccolo dei due, al piano terra vi é una piccola esposizione di opere d'arte, e al primo piano una camera da letto con telefono e scrivania.

Sulla seconda baseplate si erge un edificio piú grande, per questo motivo il marciapiede e il canale sono stretti e lineari.
Al piano terra troviamo quella che sembra una biblioteca, con scaffali, riviste, giornali e un simpatico arredo a gradinata dove poter leggere. Vi é anche il bancone del bibliotecaio con PC. Al secondo piano (per chi riesce a salire l'impervia scala a chiocciola di pura vertigine) due stanze dedicate alla musica: nella piu grande un bel pianoforte a coda, in quella piccola un leggio per un bambino e il suo sax. L'acustica non dev'essere il massimo perché le stanza sono completamente vuote!
In generale i temi delle stanze sono appena sufficienti. Grande assente: un soffiatore del vetro.

Esperienza di costruzione

La caratteristica molto particolare dei set BDP é che, non essendo stati riprogettati e presi in mano dai designer LEGO, si percepisce moltissimo un tipo di progettazione "amatoriale". Nel Castello Nella Foresta questa é stata una cosa assolutamente positiva, posso dire infatti di aver vissuto un'esperienza di costruzione completamente nuova, trovando anche delle tecniche (spesso geniali) che forse un designer LEGO non si sarebbe spinto a usare. Per le Case Veneziane (purtroppo) é stato l'opposto: si sente addirittura la mancanza di un ingegnerizzazione da parte di LEGO. Molti AFOL spesso si lamentano del fatto che un set Ideas sia stato cambiato, stravolto rispetto al progetto originario, ma sono convinto che nella stragrande maggioranza dei casi l'apporto di LEGO é fondamentale per migliorare l'esperienza di costruzione.

Non si notano tecniche costruttive particolari né tantomeno innovative, la costruzione di tutti e otto i muri portanti laterali é talmente ripetitiva che al quarto si comincia a farlo senza istruzioni. I tetti invece vanno via con una piacevole rapidità e finalmente sono un po' diversi dal solito.

Per fortuna la consapevolezza del risultato sicuramente scenografico di queste due case veneziane accompagna l'intero assemblaggio che, però, risulta nel suo complesso insipido e spesso noioso.
Devo ammettere di aver distribuito la costruzione in parecchie serate, alternandola a quella di altri set.

Tecnica

Assemblare questi due edifici é un po' come montare una MOC molto basica, muri tutti uguali realizzati con una sequenza abbastanza scontata di brick, durante le varie sequenze le sezioni di parete sono quasi tutte staccate tra loro, e la struttura rimane instabile fino al completamento degli ultimi due strati di plates e tiles che vanno, come di consueto, a chiudere il piano nei "modulari".
Se per i muri la poco entusiasmante esperienza di costruzione è compensata dal fatto che l'aspetto esteriore degli edifici é comunque fantastico, altri dettagli non sono assolutamente all'altezza di un set 18+.

La scala a chiocciola interna ad esempio è costruita in un modo troppo elementare, chiunque abbia montato almeno un paio di edifici modulari sa che una scala a chiocciola è possibile costruirla in maniera solida bloccando i gradini e non solo con una sequenza di round brick e plates messi a spirale, qui addirittura la posizione dei gradini rimane a totale discrezione di chi la costruisce, e senza un corrimano sfido qualunque minifigures a salire senza spaccarsi una gambina.

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Nonostante gli interni degli edifici rimangano ampi, non tutti sono stati riempiti a dovere. Abbiamo stanze con arredi troppo scarsi (ad esempio il piano dedicato alla musica cono solo un pianoforte e un leggìo) oppure spazi arredati in maniera piuttosto ripetitiva (la libreria ha tutti gli scaffali della stessa tipologia).

Ritengo che per il designer ci sarebbe stato tutto il tempo di ragionare su come migliorare gli interni. Ad esempio, se non fosse per qualche orologio, le pareti sarebbero rimaste totalmente spoglie! Lo spazio della galleria d'arte, dove avrebbe potuto sbizzarrirsi in forme e colori o inserire un qualche collegamento all'arte veneziana, le opere sono state fatte solamente in nero, rosso e bianco.
Il ponte, una delle particolarità della città di Venezia, é costruito senza particolare estro creativo, le antenne usate per fare il corrimano sono originali, ma il risultato finale non soddisfa pienamente l'occhio.
Avrei forse alzato di uno o due plates il piano di camminamento rispetto ai canali perché sembra che in queste case veneziane ci sia l'acqua parecchio alta!
Immagino però che si sia tenuto il marciapiede basso per non perdere la compatibilità con gli altri edifici modulari ufficiali LEGO.

La gondola e il pianoforte sono probabilmente le uniche due microbuilds degne di nota: costruite in maniera semplice ma efficace, soprattutto in scala perfetta con minifigure e case.

Infine i lampioni sono completamente sbagliati rispetto a quelli storici di Venezia che sono neri, a più lanterne, e famosi per la loro forma molto decorativa.

Colori

Capisco che, dovendo fare solamente due edifici, si sia scelto di realizzarli con le stesse finiture, il bianco delle facciate spicca bene e conferisce ai due edifici uno standing appropriato. I colori delle tegole e la costruzione del tetto sufficientemente originale completano con equilibrio la parte superiore. L'azzurro del canale dona un tono da "dolciume" eccessivo.

Minifigures

L'abbondanza di minifigures, ben 13 (piu la bellezza di 3 gabbiani!) compensa il fatto che non si siano potute creare grafiche ad hoc. Questo aspetto é un peccato in particolare per il gondoliere, che invece della caratteristica maglia bianca e nera indossa una sorta di casacca riciclata da qualche pirata, almeno é a strisce!
In generale c'è una buona quantità di personaggi che rende la giocabilità del set piuttosto varia, sfortunatamente i due turisti non faranno molte foto: entrambe le macchine fotografiche hanno l’obiettivo tappato!

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Conclusioni

Posso capire che nel caricare un progetto su LEGO ideas un fan scelga di non dedicarsi in maniera eccessiva ai dettagli però, una volta approvato e finanziato per la produzione, sarebbe stato opportuno che il designer si fosse concentrato a rendere la costruzione un po' più completa, eventualmente anche cambiando il progetto originale.

Un aspetto geniale del set è quello di poter posizionare le due piattaforme indipendenti 32 * 32 in maniera differente cambiando il layout della nostra piccola Venezia, inoltre i marciapiedi rimangono compatibili con gli altri modulari in larghezza e altezza, questo giustifica la scelta di tenere il piano di camminamento molto vicino a quello dei canali.

Per concludere con una lettura positiva della semplicità e scarsità di dettagli, questo può essere un set che si presta moltissimo a essere personalizzato.
Chi è pratico di MOC e ha piacere di integrare, se non stravolgere, a suo piacimento la costruzione, sicuramente trova un'ottima base di partenza.

Al designer, BlackQubit, va tutta la nostra ammirazione per aver tirato fuori un doppio modulare estremamente evocativo che, nonostante la semplicità degli interni e delle tecniche costruttive, rimarrà nella storia sia per la sua esclusività, che per la sua presenza estetica.